1.4 Opinioni famose

In questa pagina:
  • 1988: Il caso di Jacques Benveniste
  • La battaglia del CICAP e di Piero Angela
  • Gli studi del premio Nobel Luc Montagnier
  • 2010: Dibattito tra Boiron e Garattini
  • 2010 e 2011: La campagna 10^23 - There is nothing in it


1988: Il caso di Jacques Benveniste

Jacques Benveniste (1935 – 2004), medico e immunologo francese nonché direttore di ricerca all'INSERM divenne famoso in tutto il mondo il 30 giugno 1988, quando pubblicò sulla rivista scientifica Nature l’articolo: “Human basophil degranulation triggered by a very dilute antiserum against IgE" (l’abstract è reperibile al link www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2455231).
Jacques Benveniste (1935 - 2004)
johnbenneth.wordpress.com
Riassumendo, l’articolo tratta della dimostrazione che diluizioni estreme (oltre 120 volte) di un antisiero in acqua, producevano lo stesso effetto che l'antisiero ha in condizioni normali, cioè quello di scatenare la degranulazione dei granulociti basofili (una classe di globuli bianchi che interviene nei meccanismi di difesa immunitaria). Per farla breve, si trattava della dimostrazione che diluizioni omeopatiche producevano un effetto misurabile, ovvero che la memoria dell'acqua esisteva.
L'articolo suscitò forti reazioni nell'ambiente scientifico, perché se verificato sarebbe stato in grado di smentire consolidate conoscenze di fisica, chimica e medicina. Così il direttore di Nature John Maddox decise di creare una commissione di controllo che aveva il compito di verificare le affermazioni fatte e di controllare la ripetizione degli esperimenti, eseguiti comunque da Benveniste nel laboratorio dell'INSERM.
James Randi
www.quotezuki.com
La commissione fu composta da Maddox stesso, da Walter Stewart, ricercatore di patologia clinica e tecniche di laboratorio e da James Randi, un esperto in trucchi e tecniche di illusione. James Randi osservò che solo Elizabeth Davenas, assistente di Benveniste e co-autrice dell’articolo, riusciva a rilevare un effetto positivo della diluizione e che i dati venivano copiati su un quaderno a matita per poi essere ricalcati con la penna una volta fuori dal laboratorio. Quindi la commissione di controllo decise di togliere le etichette di identificazione (acqua, siero puro e siero diluito), apportate dall’assistente, dalle provette per sostituirle con altre siglate con un codice poi scritto su un foglio, che fu chiuso in una busta sigillata e incollato al soffitto del laboratorio. In questo modo nessuno avrebbe potuto sapere cosa stava testando. Al momento del controllo dei risultati le provette con il siero diluito non avevano avuto nessun effetto sui granulociti. Inoltre, sulla busta che conteneva il foglio, vi erano segni di un tentativo di apertura. Non si trattò quindi di un semplice errore dovuto a metodi non idonei, ma di una vera e propria frode intenzionale. Per porre fine alla questione, Nature pubblicò il 9 dicembre 1993 un articolo dal titolo: “Human basophil degranulation is not triggered by very dilute antiserum against human IgE”.

Tra gli oppositori dell'omeopatia trovavano largo ascolto le ipotesi di un coinvolgimento dell'azienda farmaceutica Boiron, con la quale Benveniste aveva firmato qualche anno prima un contratto di collaborazione, studio e finanziamento. Anche la sua assistente Elizabeth Davenas aveva un contratto all'INSERM, lo stesso laboratorio, dove furono eseguiti gli studi sui granulociti, finanziato proprio dalla Boiron, e qualche anno dopo il suo ingresso nell'istituto prese il posto di un'altra assistente di Benveniste da poco dimessa.


Fonti:
medbunker.blogspot.com/2009/08/omeopatia-lincredibile-caso-del-dottor.html
www.disinformazione.it/memoriacqua2.htm
www.brainmindlife.org/benveniste.htm


La battaglia del CICAP e di Piero Angela

www.cicap.org
Da sempre il CICAP, acronimo di Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, si è fortemente schierato contro l'omeopatia. Per capire meglio di cosa si occupa il CICAP riportiamo la presentazione tratta dal sito ufficiale www.cicap.org:
Il CICAP promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale. E' nato nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di studiosi, tra cui Silvio Garattini, Margherita Hack, Giuliano Toraldo di Francia, Tullio Regge e Aldo Visalberghi, oggi Garanti scientifici del CICAP, e dei premi Nobel Daniel Bovet (oggi scomparso), Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia, da subito membri onorari del Comitato.
Giornali settimanali, radio e televisioni dedicano ampio spazio a presunti fenomeni paranormali, a guaritori, ad astrologi, a pratiche mediche cosiddette alternative, trattando tutto ciò in modo acritico, senza alcun criterio di controllo; anzi cercando, il più delle volte, l'avvenimento sensazionale che permetta di alzare l'indice di vendita o di ascolto. Noi riteniamo che ciò sia profondamente diseducativo e contribuisca non solo a incoraggiare la già diffusa tendenza all'irrazionalità, ma anche a dare credibilità a individui che traggono profitto da questa situazione. Portiamo, dunque, avanti un'opera d'informazione ed educazione rispetto a questi temi, per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità aperta e critica e del metodo razionale e scientifico nell'analisi e nella soluzione di problemi. Sollecitiamo un'attenzione e un impegno particolare verso i nostri obiettivi da parte di scienziati, intellettuali e di tutti coloro che, come gli insegnanti, stimolano e influenzano la vita culturale del Paese. L'opera del Comitato non è isolata ma si riallaccia ad azioni e obiettivi di movimenti analoghi, che si sono sviluppati negli ultimi 25 anni in oltre 80 paesi di ogni continente.
Il CICAP è un'organizzazione scientifica ed educativa e non persegue fini di lucro.
Piero Angela
www.bachecatermolese.org
Per quanto riguarda Piero Angela, ha suscitato clamore tra i sostenitori dell'omeopatia il servizio di Superquark (programma televisivo di divulgazione culturale ideato e condotto dallo stesso Angela) dedicato all'omeopatia andato in onda l'11 luglio 2000. Infatti, Piero Angela è stato rinviato a giudizio per diffamazione, in seguito a querela della SIMO (Società Italiana di Medicina Omeopatica) e della FIAMO (Federazione Italiana delle Associazioni dei Medici Omeopatici). Esse hanno accusato Angela di aver sostenuto durante la trasmissione che "l’omeopatia non è una cosa seria, non funziona e se lo fa, è soltanto per effetto placebo" e di aver fatto sentire unicamente la voce dei critici mandando in onda solamente una serie di servizi e di interviste che negano la validità scientifica dell’omeopatia. Angela in difesa sua e del programma ha replicato dicendo che "Superquark non è un talk show e quando si parla di cose serie noi abbiamo la responsabilità di tutelare il cittadino. Nella trasmissione si affrontano i problemi solo dal punto di vista strettamente scientifico. La par condicio vale per la politica non per la scienza.".
Il tribunale di Catania nel 2004 gli ha dato ragione assolvendolo dal reato di diffamazione con la motivazione di aver solamente esercitato il diritto di cronaca svolgendo una corretta e utile azione informativa al servizio del telespettatore.


Fonti:
archiviostorico.corriere.it/2004/maggio/21/Omeopatia_Piero_Angela
www.cicap.org/new/articolo.php?id=101580
www.cicap.org/new/articolo.php?id=180025
La Stampa, 14/03/2004, articolo a pagina 22
La Stampa - Tuttoscienze, 26/05/2004, articolo a pagina 3, consultabili entrambi nell'archivio del giornale La Stampa inserendo le parole chiavi omeopatia e Piero Angela


Gli studi del premio Nobel Luc Montagnier

Luc Montagnier
humbertoavesani.blogspot.com
Luc Montagnier è nato nel 1932 ed è un medico, biologo e virologo francese. Nel 2008 ha vinto assieme a Françoise Barré-Sinoussi il Premio Nobel per la medicina per aver scoperto nel 1983 il virus dell'HIV.

Montagnier è anche attivamente impegnato nello studio e nella ricerca sull'efficacia dei rimedi omeopatici e a partire dal 2009 ha realizzato alcuni studi per dimostrare la memoria dell'acqua. A questi studi ha contribuito un team di studiosi italiani (Del Giudice, Vitiello e Tedeschi) e francesi (Montagnier, Aissa e Lavallee).



Di cosa parlano questi studi?
www.omeopatianet.it
Da questi studi emergerebbe che particelle di DNA batterico o virale, non più integre, possano ricreare il batterio/virus originale in colture di linfociti umani privi del batterio/virus da cui si era partiti. L’idea è che certe sequenze di DNA siano capaci di emettere e di trasmettere all’acqua onde elettromagnetiche a bassa frequenza (tra 1.000 e 5.000 Hertz) che poi saprebbero ricostruire il batterio/virus.
Gli autori affermano che partendo da questo studio in futuro sarà possibile creare dei metodi diagnostici e dei trattamenti, basati sulla proprietà "informativa" dell’acqua, non solo per malattie infettive batteriche, ma anche per malattie croniche (Alzheimer, Parkinson, Sclerosi multipla, Artrite reumatoide), per malattie virali (Aids, influenza, epatite C) e per patologie psichiatriche come l’autismo. Tutto ciò perché gli agenti patogeni "informano" il plasma del nostro corpo della loro presenza, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere poi rilevati in anticipo e decifrati.

Ma tutto questo cosa ha a che fare con l’omeopatia?
Per quanto riguarda le diluizioni infinitesimali, il principio della memoria dell'acqua permette di dimostrare la loro efficacia. Quando diluiamo molto un principio attivo, le molecole che lo compongono spariscono man mano che lo diluiamo, ma il rimedio risulta comunque efficace grazie alle onde elettromagnetiche trasmesse al soluto quando erano ancora presenti. Dunque il soluto è in grado di “ricordare” il passaggio delle molecole del principio attivo.

Un buon riassunto è proposto dalla puntata andata in onda a maggio 2010 del TG scientifico Leonardo. Ecco il video:


Cosa ne pensa la comunità scientifica?
Gli studi sono stati accolti polemicamente dalla comunità scientifica, sia perchè non sono mai stati vagliati, perchè pubblicati su riviste che non rispondono ai criteri scientifici di selezione, sia perchè non sono mai stati verificati.

Mancanza di peer-review
Gli studi riguardanti la memoria dell’acqua sono stati presentati per la prima volta nel Gennaio 2009 in un articolo dal titolo “Electromagnetic Signals Are Produced by Aqueous Nanostructures Derived from Bacterial DNA Sequences” nel primo volume del secondo numero della nuova rivista Journal of Interdisciplinary Sciences: Computational Life Sciences.
Per quanto riguarda l’articolo, non si tratta affatto di un paper scientifico, in quanto manca di rigore sia nella forma sia nel contenuto. Infatti, si tratta di una successione di asserzioni e ipotesi ad hoc e di razionalizzazioni post hoc, passaggi sperimentali importanti sono descritti in maniera approssimativa e non si entra nei dettagli del lavoro. Per quanto riguarda la rivista si può osservare che non è un punto di riferimento per la scienza sperimentale e che non sottopone regolarmente gli articoli a peer-review. E così è stato anche per il paper di Montagnier; è pieno di refusi ed errori di linguaggio e la velocità dell’ipotetico processo di peer-review parla per sè: l'articolo è stato ricevuto il 3 gennaio 2009 e accettato il 6 gennaio 2009.
A questo punto sorge la seguente domanda: perché? Forse perché Montagnier fa parte del comitato editoriale e/o forse perché ha vinto il premio Nobel e quindi gode dell’effetto San Matteo descritto da Robert K. Merton?
Nel Dicembre 2010 l'articolo dal titolo DNA Waves and Water (www.arxiv.org/abs/1012.5166v1) è stato messo online sulla piattaforma ArXiv non sottoposta a peer-review, alla quale si affidano molti ricercatori per comunicare velocemente alcuni risultati alla comunità in attesa di vedere pubblicato il proprio lavoro dopo il vaglio dei loro pari, cioè colleghi con le stesse competenze. La velocità di pubblicazione paga quindi lo scotto in termini di controllo: ogni studio (o presunto tale) è pubblicato, basta che segua le regole di catalogazione e presentazione dei contenuti.
Nel 2011 lo stesso articolo (scaricabile dal sito www.iopscience.iop.org/1742-6596/306/1/012007) viene pubblicato sulla rivista Journal of Physics: Conference Series, uno dei tanti “spin-off” di Journal of Physics. Si tratta di una testata riservata esclusivamente agli atti di conferenze scientifiche, che nel caso di Montagnier è stata il Fifth International Workshop on Decoherence, Information, Complexity and Entropy tenutasi in Toscana nel Settembre 2010. La peer-review per gli articoli di questa rivista è affidata agli organizzatori della conferenza, dei quali fa parte Giuseppe Vitiello, co-autore degli studi sulla memoria dell’acqua.

Mancanza di validità da un punto di vista scientifico
    Tale studio è stato additato come privo di validità scientifica, poiché carente relativamente al protocollo sperimentale, alle apparecchiature usate e alle semplici basi teoriche. Analizziamo in dettaglio i punti critici:
    • Il macchinario
    www.scienceblogs.com
    Il macchinario, che Montagnier ha usato per provare che sequenze di DNA batterico generano nel soluto nanostrutture che emettono onde elettromagnetiche è composto dalle seguenti parti:
    (1) bobina di spire di rame con impedenza 300 ohm,
    (2) provetta di plastica contenente 1 ml del soluto in analisi,
    (3) amplificatore e
    (4) computer con audio card per la trasformazione del segnale analogico in segnale digitale e software per la visualizzazione.

    I critici sostengono che a causa di rumori di fondo non è possibile distinguere i segnali rilevati prodotti da questi da quelli prodotti dall’emissione di onde elettromagnetiche da parte delle nanostrutture. Inoltre, questo è il tipo di esperimento che richiede estremo rigore e attenzione, ma gli autori non si preoccupano neppure di descrivere i protocolli utilizzati. Il macchinario peraltro è molto simile a quello usato negli anni ‘80 da Benveniste, che successivamente è stato testato in uno studio del 2006 producendo nessun risultato significativo nella digitalizzazione di segnali biologici (vedi www.fasebj.org/content/20/1/23.full#F1).
    • Emissione di onde elettromagnetiche SOLO da parte di agenti patogeni
    Montagnier sostiene che questi segnali elettromagnetici vengano emessi solo da organismi patogeni. Ma patogeni per chi? Solo per l’uomo o anche per altre specie? Non è affatto detto che agenti patogeni per l’uomo lo siano anche per gli animali. Ciò che fa storcere ulteriormente il naso è che queste onde radio non sembrano essere emessa dai batteri non patogeni, come per esempio quelli probiotici. In che modo un fenomeno fisico è in grado di distinguere batteri cattivi e batteri buoni? Domande su domande che lasciano l'amaro in bocca alla maggior parte degli scienziati.
    • Nessun legame con le diluizioni omeopatiche
    Secondo alcuni scienziati le scoperte di Montagnier non supportano il principio delle diluizioni infinitesimali dell’omeopatia per i seguenti motivi:
    1. Nelle soluzioni in grado di ricreare il DNA dei batteri presenti in origine sono presenti particelle di DNA batterico. Invece nelle diluizioni infinitesimali per la legge di Avogadro non è presente nemmeno una molecola.
    2. L’omeopatia sostiene che più è alta la diluizione più il rimedio è efficace. Negli studi di Montagnier invece non c’è nessuna emissione di onde elettromagnetiche in basse diluizioni, ma solo in quelle alte. E inoltre, l’effetto non aumenta progressivamente all’aumentare della diluizione, ma esso svanisce per diluizioni altissime.
    3. Gli autori di questo studio hanno trovato che l'emissione è durata per diverse ore, a volte fino a 48 ore, ma non di più. I rimedi omeopatici non vengono somministrati entro poche ore dalla loro preparazione e gli omeopati sostengono che rimangono apparentemente efficaci per lunghi periodi o addirittura per sempre.
    • Ripetibilità dell'esperimento
    Gli esperimenti effettuati dal gruppo di ricercatori attorno a Montagnier devono poter essere ripetuti per avere una qualche valenza scientifica, cosa nelle premesse abbastanza complicata visto che, oltre alla mancanza della descrizione di materiali e metodi pare che l’unico apparecchio in grado di confermare i risultati sia un macchinario meccanico del quale Montagnier sta tentando, con scarsi risultati, di ottenere il brevetto.


    Fonti:
    spaghettovolante.wordpress.com/2010/06/09/lavoro-sporco-2/
    www.quackometer.net/blog/2009/10/why-i-am-nominating-luc-montagnier-for.html
    www.sciencebasedmedicine.org/index.php/the-montagnier-homeopathy-study/
    oggiscienza.wordpress.com/2011/07/27/luc-colpisce-ancora/
    www.corriere.it/salute/11_luglio_24/acqua-omeopatia-pappagallo
    scienceblogs.com/pharyngula/2011/01/it_almost_makes_me_disbelieve.php
    oggiscienza.wordpress.com/2010/06/29/il-nobel-e-la-memoria-dellacqua/
    www.ilgiornale.it/speciale_omeopatia/intervista_prof_luc_montagnier
    www.camminamente.it/articoli/1-ultime/239-un-nobel-per-lomeopatia.html
    www.corriere.it/salute/11_luglio_25/remuzzi-polemica-omeopatia-memoria-acqua


    2010: Dibattito tra Boiron e Garattini

    Si tratta di un dibattito sull’omeopatia all’interno di un convegno organizzato dalla Fondazione Corriere, che risale al 25 maggio 2010 e che vede come protagonisti Christian Boiron, presidente dei Laboratoires Boiron, leader mondiale nella produzione di farmaci omeopatici, e il professor Silvio Garattini, direttore e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. Riportiamo questo dibattito, perché secondo noi mette in luce gli aspetti controversi dell’argomento, in quanto le due posizioni sono molto rappresentative del fronte “pro omeopatia” e del fronte “contro omeopatia”. Infatti, come afferma Garattini alla fine dell’incontro: “L'unica cosa che noi due abbiamo in comune è possedere una casa nella stessa località francese”. Inoltre, non servono particolari competenze in ambito scientifico per comprendere i nodi fondamentali del dibattito, che è risultato abbastanza discorsivo e comprensibile.
    Christian Boiron                           Silvio Garattini
    www.voglioviverecosi.com          www.affariitaliani.libero.it
    Per chi fosse interessato ad approfondire i contenuti, consigliamo la visione dei video sul dibattito disponibili sul sito della Boiron al link www.boiron.it/farmacologia-omeopatica/dibattito-tra-boiron-e-garattini/index.shtml e la lettura dell’articolo del Corriere della Sera (www.corriere.it/salute/10_maggio_26/omeopatia_5_domande_67670d40-6895-11df-9742-00144f02aabe.shtml) e del post sul Blog MedBunker, che mette sicuramente in rilievo le tesi “contro omeopatia” sostenute da Silvio Garattini (medbunker.blogspot.com/2010_05_01_archive.html).


    2010 e 2011: La campagna 10^23 - There is nothing in it
    www.1023.org.uk

    La campagna 10^23 (www.1023.org.uk), il cui nome rappresenta il numero di Avogadro, è una campagna contro l’omeopatia nata in Inghilterra il 30 Gennaio 2010. Alle ore 10:23 più di 400 scettici si sono “suicidati omeopaticamente” ingerendo un intera fialetta di granuli per protestare contro una grossa catena di farmacie, la Boots, che aveva deciso di iniziare a vendere i farmaci omeopatici dopo anni di opposizione. Questo simbolico gesto estremo ha come scopo quello di sensibilizzare la popolazione sull’inesistenza di molecole di principio attivo in quel tipo di rimedio.

    Nel 2011, precisamente il 6 febbraio, ha avuto luogo una seconda campagna, coinvolgendo però gli scettici di 70 città in 30 paesi.
    www.1023.org.uk
    Il video sottostante racconta alcuni episodi dell'evento del 2010.

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