2.5 "Non funzioneranno ma almeno non fanno male"

In questa pagina:
  • Il caso Gloria Thomas Sam
  • La diffusione dell'omeopatia nei paesi in via di sviluppo


A chi sostiene che i rimedi omeopatici anche se non funzionano non fanno male, molti, scienziati soprattutto, risponderebbero che invece fanno male: di omeopatia chi è davvero malato può anche morire, ma non perché i rimedi omeopatici hanno effetti negativi (secondo molti scienziati non ne hanno proprio a causa delle altissime diluizioni), ma perché le cure tradizionali vengono sospese e sostituite con terapie omeopatiche, anche quando si tratta di malattie “gravi”, come per esempio leucemia, linfoma, malattie autoimmuni ecc. oppure perchè illudono le popolazioni con promesse di efficacia che i rimedi omeopatici non possono mantenere.


Il caso Gloria Thomas Sam

www.smh.com.au
Nel 2002, in Australia, Gloria Thomas Sam, una neonata di nove mesi morì a causa di un eczema, che l’aveva colpita all’età di quattro mesi. I suoi genitori, Thomas Sam, un medico omeopata, e Manju Sam, entrambi di origine indiana, decisero di trattare l’eczema solamente con rimedi omeopatici. La condizione della pelle andò peggiorando e indebolì le sue difese immunitarie cosicché si sviluppò un'infezione agli occhi che portò alla morte solo alcuni giorni dopo.
I genitori sono stati condannati per omicidio colposo nel Giugno del 2009.

Per saperne di più consigliamo la lettura di due articoli pubblicati sul quotidiano australiano The Sydney Morning Herald:


La diffusione dell'omeopatia in paesi in via di sviluppo

www.homeopathswithoutborders-na.org
In una vasta gamma di paesi in via di sviluppo (per esempio in Iran, Bolivia, Sri Lanka, India, ex-Jugoslavia, Sierra Leone, Togo, Macedonia, Honduras, Kenya, Tanzania e Haiti), che necessitano di supporto sanitario in quanto carenti di medici e ambulatori, piccole organizzazioni di omeopati sono attivamente coinvolte nell’apertura e nella gestione di ambulatori omeopatici e di centri di formazione omeopatica. Il loro scopo è quello di diffondere l’utilizzo di rimedi omeopatici come profilassi, prevenzione o terapia contro per esempio infezioni da virus, tumori, ferite, neurodegenerazioni, malattie tropicali, AIDS (!!!) ecc.. Le motivazioni, che queste organizzazioni danno, possono essere riassunte nella frase seguente: l’omeopatia è conveniente, sicura ed efficace e dunque la medicina ideale per i paesi in via di sviluppo. Ovviamente, in assenza di alternative, questo tipo di terapia non convenzionale riscuote un grande successo aumentando così il fatturato delle aziende farmacologiche, che spesso mandano in questi paesi dei promotori per aprire “nuovi mercati”.

Questo caso è ovviamente differente da quello di Gloria Thomas Sam, in quanto la bambina quasi sicuramente con l'uso di cure tradizionali non sarebbe morta, mentre per molte delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo non ci sono cure alternative all'omeopatia. I medici senza frontiere forniscono assistenza medica di emergenza a milioni di persone che vivono situazioni di crisi in oltre 60 paesi del mondo, però ovviamente, per mancanza di risorse sia umane che finanziarie, non possono arrivare a ricoprire tutte le aree.
Però l'effetto negativo comunque c'è, anche se meno diretto: non sarebbe meglio se ai paesi in via di sviluppo venissero forniti dei medicinali, la cui efficacia è provata, invece dei rimedi omeopatici, che forse funzionano o forse no? Non sarebbe meglio se le donazioni che queste organizzazioni ricevono venissero impiegate in modo che i malati guariscano veramente?

Per maggiori informazioni riguardanti i vari progetti consigliamo la visione dei seguenti siti:


Fonte:
www.oggiscienza.wordpress.com/2011/02/07/caramelle/

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