In questa pagina:
- Una pletora di articoli
- Come orientarsi?
- Il caso di The Lancet
Una pletora di articoli
Chi facesse una ricerca sul web si troverebbe di fronte a una serie di siti che riportano risultati scientifici a favore dell'omeopatia, frutto anche di scienziati autorevoli (per esempio Luc Montagnier) o dichiarati tali e pubblicate su riviste dichiarate autorevoli.
Proposta: quanti risultati restituisce una ricerca con parola chiave "homeopathy" sulla banca dati Pubmed (www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=homeopathy)?
Un esempio per capire quanto la battaglia che si gioca sulle pagine delle riviste sia considerata importante è dato dalla pubblicazione e distribuzione gratuita da parte della ditta Guna, di un libro con un lungo elenco di pubblicazioni scientifiche a favore dell'omeopatia (la versione in PDF si scarica gratuitamente all'indirizzo www.guna.it/ricerca.htm).
D'altra parte le critiche si concentrano su due punti:
- le riviste scientifiche su cui sono pubblicati risultati favorevoli non sono soggette a peer-review o comunque non sono critiche
- gli unici studi partiti come neutrali dichiarano che l'omeopatia non ha effetti superiori a quelli del placebo.
Come orientarsi?
Ci siamo chiesti chi avesse ragione e abbiamo fatto una serie di controlli a campione sugli articoli portati a sostegno dell'omeopatia per vedere se le riviste sono veramente così poco autorevoli come sostengono i detrattori.
Ebbene, non è un compito facile da portare a termine.
In alcuni casi è evidente che un risultato è pubblicato su una rivista a cui non possiamo dare massimo credito.
![]() |
| www.omeopatianet.it |
Ad esempio:
- i recenti articoli di Montagnier sono pubblicati su una rivista di raccolta di atti di conferenze;
- una serie di articoli si trovano su riviste edite dalle stesse aziende produttrici (es. la rivista "La Medicina Biologica" edita dalla Guna).
In altri casi le riviste citate dai sostenitori si presentano come autorevoli ed è complicato capire se lo sono realmente.
Ad esempio quanto è autorevole la rivista "The Journal of Head Trauma Rehabilitation"? Non lo sappiamo. Dalla nostra posizione possiamo solo rilevare che tra le linee guida per gli autori non è esplicitato un protocollo di revisione (come è invece per The Lancet), mentre diversi nomi sono presenti nel comitato editoriale (che di per sé non è una garanzia).
Il caso di The Lancet
La rivista scientifica svizzera The Lancet (sicuramente famosa e ritenuta autorevole) si è trovata più volte al centro del dibattito sui fondamenti scientifici dell'omeopatia (si veda anche nella Timeline). Gli articoli confrontavano l'efficacia dell'omeopatia con il placebo: un'intera sezione di questo sito approfondisce la questione (leggi la premessa sull'argomento).
I dibattiti scientifici passati sulle pagine del Lancet hanno anche avuto vasto eco mediatico. Si veda ad esempio:
- Homoeopathy's benefit questioned (BBC, 26 agosto 2005);
- The end of Homeopathy? (Time, 4 ottobre 2005)
- È provato: L'omeopatia è inutile (Il Corriere della Sera, 28 novembre 2007)
Questo articolo, portato a scudo da molti sostenitori dell'omeopatia, scrive nelle sue conclusioni che:
Our results do neither prove that homeopathic medicines are superior to placebo nor do they prove the opposite. This, of course, was never our intention, this article was only about how the overall results - and the conclusions drawn from them - change depending on which subset of homeopathic trials is analyzed. As heterogeneity between trials makes the results of a meta-analysis less reliable, it occurs that Shang’s conclusions are not so definite as they have been reported and discussed.dichiarandosi esso stesso non decisivo nella controversia in atto (seppure critico verso l'indagine svolta dal Lancet).
Gli articoli del Lancet si trovano online.

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