1.2 L'opinione degli scienziati

In questa pagina:
  • Le teorie di Hahnemann e le nuove scoperte della fisica
  • Principio delle diluizioni infinitesimali
  • Succussioni e memoria dell'acqua


Le teorie di Hahnemann e le nuove scoperte della fisica

Le teorie di Hahnemann che stanno alla base dell’omeopatia nascono in un periodo (inizio 1800) in cui i salassi, i clisteri e le sanguisughe erano metodi comunemente usati per curare i pazienti e in cui Pasteur e la chimica erano ancora lontani. La prima vaccinazione era avvenuta quindici anni prima, la microbiologia stava nascendo allora, nessuno aveva ancora idee chiare sui concetti di atomo e molecola e nessuno era a conoscenza del principio di Avogadro, formulato per la prima volta nel 1811, accettato però universalmente solo nel 1860.

Questa breve digressione storica serve per sottolineare che le critiche della maggior parte degli scienziati non sono rivolte alle teorie di Hahnemann, nate nel 1800 in un contesto dove non c’era ragione per dubitare della loro efficacia, in quanto non erano disponibili le conoscenze scientifiche necessarie. Anzi, siccome la prima vaccinazione era avvenuta quindici anni prima, agli occhi di Hahnemann poteva benissimo esserci una somiglianza tra la legge dei simili e il principio della vaccinazione. Però al giorno d’oggi queste conoscenze fisiche, biologiche e chimiche necessarie per indagare sull'omeopatia sono disponibili. L’epistemologo statunitense Thomas Kuhn avrebbe detto che è avvenuto uno slittamento di paradigma. Pertanto le critiche non sono rivolte a Hahnemann e ai suoi contemporanei, ma a coloro che ancora oggi, circa 200 anni dopo, sostengono a spada tratta le sue teorie e tentano di giustificarle con spiegazioni scientifiche “moderne” (per esempio la fisica quantistica per spiegare il funzionamento della memoria dell’acqua), che secondo la maggior parte della comunità scientifica non stanno né in cielo né in terra.

Dopo questa premessa generale andremo ad analizzare in dettaglio le critiche rivolte ai vari principi dell’omeopatia, partendo da quello che è stato da sempre considerato la prova più lampante della non scientificità dell'omeopatia e della sua non efficacia.


Principio delle diluizioni infinitesimali

Riassumendo, gli omeopati sostengono che più un principio attivo è stato diluito più forte è la sua azione farmacologica. In questo modo, come riporta il sito www.farmaciavalerio.altervista.org, le basse diluizioni possono essere somministrate con relativa sicurezza anche da un principiante, mentre diluizioni più alte dovrebbero essere lasciate alla discrezione dei medici omeopatici di lunga esperienza, così che vengano prescritte quando ve ne sia reale bisogno.
Gli scienziati invece sostengono, supportati dalle scoperte del fisico e chimico italiano Amedeo Avogadro, che le diluizioni usate nell'omeopatia sono tanto alte da rendere il prodotto omeopatico un semplice composto di zucchero, oppure acqua fresca.

Il numero di particelle (solitamente atomi, molecole o ioni) contenute in una mole è pari a circa N = 6,022 x 10^23, che viene chiamato numero di Avogadro. Per avere un'idea di quanto sia grande il numero di Avogadro, possiamo servirci delle seguenti visualizzazioni: Se si prendesse un numero di palle da tennis pari a quello di Avogadro (quindi una "mole" di palle da tennis) e le si disponesse in modo omogeneo su tutta la superficie terrestre, si raggiungerebbe un'altezza di cinquanta chilometri, ovvero più di sei volte l'altezza del monte Everest.

Traduzione di una vignetta da www.xkcd.com
Per capire meglio andiamo a vedere qualche semplice calcolo: consideriamo per esempio una molecola di carbonato di calcio (formula chimica: CaCO3), che sarà il nostro principio attivo. La sua massa molecolare sarà pari a massa atomica Calcio (40,078 u) + massa atomica Carbonio (12,0107 u) + 3 volte massa atomica Ossigeno (15,9994 u), ovvero a 100,0869 u; per semplificare possiamo arrotondare a 100 u. Ciò vuol dire che 100 g di CaCO3 contengono N = 6,022 x 10^23 molecole, ovvero che 1 g di CaCO3 contiene N/100 = 6,022 x 10^21 molecole. Se adesso andiamo ad analizzare le diluizioni, possiamo affermare che una potenza 1CH contiene 6,022 x 10^21 molecole di CaCO3, in quanto 1 g di CaCO3 è stato aggiunto a 99 ml di solvente (per esempio acqua). Per ottenere una potenza di 2CH dobbiamo aggiungere 1 g della soluzione ottenuta in precedenza, che conterrà quindi 6,022 x 10^21/100 = 6,022 x 10^19 molecole, a 99 ml di acqua. Proseguendo in questo modo possiamo concludere che una diluizione 11CH conterrà 6,022 x 10 molecole e che una diluizione 12CH conterrà 0,6022 molecole. Dunque in un rimedio omeopatico che riporta la dicitura 12CH o maggiore non è presente nemmeno una molecola. Una diluizione 1000CH, la più alta che si può trovare sul mercato, conterrà 6,022 x 10^(-1977) molecole, ovvero non c'è traccia del principio attivo.
Poiché riesce difficile comprendere quanto velocemente aumentino le potenze di dieci, possiamo aiutarci con un semplice esempio: una diluizione 30CH equivale a diluire un grammo di principio attivo in un volume di liquido pari a 714 milioni di miliardi di volte il volume del sole.
Gli stessi calcoli possono essere fatti per le potenze decimali ottenendo che nelle diluizioni da 23DH (contiene 0,6022 molecole) in poi non è presente nemmeno una molecola.

Riassumendo possiamo dire che gli scienziati sostengono che l'omeopatia vada contro tutte le basi molecolari della moderna farmacologia: senza una molecola e un recettore nell'organismo, non si dà azione farmacologica. Se l'omeopatia dovesse funzionare, sarebbe grazie a qualche altro principio ancora sconosciuto alla scienza.

oggiscienza.wordpress.com
Un altro esempio per mettere in luce la posizione contraria di un gran numero di scienziati riguarda le acque minerali o meglio il loro contenuto di arsenico. L’arsenico è un semimetallo altamente tossico e cancerogeno, cosicché i suoi metalli vengono impiegati come pesticidi, erbicidi e insetticidi. Nonostante ciò la legge italiana consente una presenza massima di arsenico di 10 microgrammi per litro nelle acque minerali. Prendiamo come esempio 1 l della famosa acqua Levissima, che secondo le analisi dell’Euro Geo Surveys, che effettua studi per l’Unione Europea, contiene 6,2 microgrammi di arsenico (www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=823). Ciò significa che 100 ml di acqua Levissima contengono 0,62 microgrammi (= 0,62 x 10^(-6) g) di arsenico. Questa piccola quantità di arsenico equivale a un rimedio omeopatico 4CH, una diluizione considerata piuttosto bassa dagli omeopati. Quindi una quantità diluita in modo blando del tossico arsenico non trasforma l’acqua in un veleno, mentre se la diluizione è molto più alta, l’acqua che beviamo tutti i giorni si trasforma in un rimedio omeopatico che ci guarisce dalle malattie, come ci dice il sito rimediomeopatici.com/rimedi-omeopatici/arsenicum-album (ponete particolare attenzione all’uso del rimedio e al dosaggio in fondo alla pagina).


Succussioni e memoria dell’acqua
Adattamento della vignetta tratta da www.andrologia.org

Questa dinamizzazione, secondo i sostenitori dell’omeopatia, provoca la liberazione dell’energia di un farmaco rendendolo efficace. Gli scienziati, oltre a trovare assurdo il fatto che si possa parlare di energia vitale, si chiedono, perché allo stesso tempo non vengono “energizzate” tutte le altre componenti molecolari contenute nel soluto. Una domanda lecita, in quanto l’acqua purissima al 100%, composta di solo H2O, non esiste in natura. Infatti, c’è sempre qualche impurità data dal passaggio nelle tubature, dalle impurità del flacone, dalle molecole dell’aria con cui inevitabilmente l’acqua verrà in contatto tra una diluizione e l’altra. Quindi, se è la succussione che attiva il principio attivo in modo da renderlo efficace, come mai tale attività non potenzia anche le impurezze? Questa domanda riguarda anche la memoria dell’acqua, in quanto l’acqua dovrebbe ricordarsi anche del contatto avuto non solo con il principio attivo, ma anche con il recipiente, le tubature ecc..
Un’altra domanda che sorge è la seguente: come mai la dinamizzazione funziona anche per le sostanze insolubili in acqua (o alcool) che inizialmente devono essere diluite per rimescolamento con lattosio in polvere? Esiste dunque anche una memoria del lattosio?

Per finire un divertente sketch tratto dalla serie televisiva britannica That Mitchell and Webb Look:



Fonti:
http://www.queryonline.it/2011/02/07/omeopatia-le-basi/
http://www.blogzero.it/2011/08/31/omeopatia-mito-e-leggenda-3/
http://www.blogzero.it/2011/07/13/omeopatia-mito-e-leggenda-1/
http://www.blogzero.it/2011/07/27/omeopatia-mito-e-leggenda-2/
http://www.cicap.org/piemonte/cicap.php?section=articoli&tipo=articolo&tema=medalt&nome=1_omeopatia
http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100040

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